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Spazi di sperimentazione per l'IA: innovazione e sicurezza nell'era dell'AI Act

Spazi di sperimentazione per l'IA: innovazione e sicurezza nell'era dell'AI Act

Spazi di sperimentazione per l'AI: innovazione e sicurezza nell'era dell' AI Act

L’AI ACT è stato approvato ad ampia maggioranza dal Parlamento Europeo il 13 marzo 2024.

Entrerà in vigore dopo 20 giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e diventerà efficace in modo progressivo tra i 6 ed i 36 mesi dall’entrata in vigore.

L’emanazione della prima legge al mondo sull’intelligenza artificiale sarà un punto di svolta storico ma non definitivo. Il regolamento, infatti, non potrà rispondere a tutte le problematiche giuridiche connesse all’intelligenza artificiale, i cui futuri sviluppi sono tutt’ora imprevedibili.

La regolamentazione della tecnologia, ossia un processo a crescita esponenziale, comporta da sempre il rischio intrinseco di produrre leggi destinate e divenire rapidamente obsolete.

Del resto lasciare che l’intelligenza artificiale maturi e si sviluppi in assenza di una normativa può essere pericoloso, oltre a complicare enormemente il tentativo di governarla a posteriori.

Per ovviare al problema il legislatore dell’Unione ha elaborato delle procedure di adeguamento del regolamento, in particolare all’art. 112 dell’AI Act che prevede dei meccanismi di valutazione e riesame dell’atto nel tempo.

Le regulatory sandboxes

Per garantire che l’innovazione tecnologica e l’innovazione giuridica procedano in sinergia, sono necessari degli spazi di dialogo e scambio di informazioni.

Strumenti particolarmente utili in tal senso sono le Regulatory Sandboxes o Sandoboxes normative.

Nate nel modo Fintech, si sono successivamente sviluppate anche in ambito assicurativo e nel settore blockchain e della protezione dei dati personali. Sono degli spazi di prova, fisici o virtuali, all’interno dei quali è possibile eseguire test in ambiente protetto e controllato.

Si ispirano alle sandboxes informatiche ed il loro nome evoca le sabbiere dei parchi giochi, nelle quali i bambini sono liberi di esprimere la loro creatività.

Saranno particolarmente utili per gli sviluppatori di sistemi di intelligenza artificiale innovativi che dovranno confrontarsi col reticolo di requisiti ed adempimenti posti dall’AI Act ed il corrispondente rischio di ingenti sanzioni.

Il rispetto della norma giuridica by design

Come è noto l’AI Act sarà articolato su un impianto di classificazione dei sistemi di IA basato sul rischio che gli stessi possono comportare per i diritti fondamentali delle persone. Il rischio sarà inteso come “la combinazione della probabilità del verificarsi di un danno e la gravità del danno stesso” (art. 3, n. 2 AI Act).

Maggiore sarà il pericolo e più elevato sarà il livello di allerta, in una logica di prevenzione e mitigazione delle minacce.

Dopo 6 mesi dall’entrata in vigore dell’AI Act saranno operativi i divieti di utilizzo delle pratiche di IA portatrici di rischi considerati inaccettabili (art. 5 AI Act).

I sistemi ad alto rischio (artt. 6 e seguenti Ai Act) saranno, invece, consentiti e potranno essere immessi sul mercato dell’UE e commercializzati ma a condizione che siano conformi alle previsioni del regolamento e siano muniti della marchiatura CE, per il cui ottenimento serviranno:

– la predisposizione di un sistema di gestione dei rischi durante tutto il ciclo di vita del sistema;

– un sistema di governance dei dati;

– la predisposizione di documentazione tecnica;

– la conservazione dei log per tutto il ciclo di vita del sistema;

– la predisposizione di istruzioni per l’uso;

– la sussistenza di un’efficace supervisione umana;- progettazione e sviluppo tali da consentire elevati gradi di accuratezza, robustezza e cibersicurezza.

Uno dei cardini del diritto dell’informatica è il principio secondo cui la tecnologia deve incorporare la norma giuridica, ne consegue che i sistemi di IA dovranno essere progettati e sviluppati in modo tale da prevedere, by design, il puntuale rispetto di tutte le prescrizioni dell’AI Act.

Il passaggio dalle previsioni teoriche alle applicazioni pratiche può essere però delicato e complesso.

Gli spazi di sperimentazione normativa

Con l’AI Act l’Unione Europea istituirà delle sandboxes regolamentari specifiche per l’intelligenza artificiale, che saranno denominate spazi di sperimentazione normativa. La loro disciplina sarà contenuta negli artt. 57 e seguenti del regolamento, ossia il capo VI “Misure a sostegno dell’innovazione”.

Tutti gli Stati membri dovranno istituire, entro 24 mesi dall’entrata in vigore dell’AI Act, almeno uno spazio di sperimentazione normativa per l’IA a livello nazionale.

Le sandboxes garantiranno “un ambiente controllato che promuove l’innovazione e facilita lo sviluppo, l’addestramento, la sperimentazione e la convalida di sistemi di IA innovativi per un periodo di tempo limitato prima della loro immissione sul mercato o della loro messa in servizio, conformemente a un piano specifico dello spazio di sperimentazione concordato tra i potenziali fornitori e l’autorità competente. Tali spazi di sperimentazione normativa possono comprendere prove in condizioni reali soggette a controllo nell’ambito dello spazio di sperimentazione” (art. 57, n. 5 AI Act).

La supervisione sarà affidata alle Autorità statali che illustreranno agli sperimentatori gli “orientamenti sulle aspettative normative e sulle modalità per soddisfare i requisiti e gli obblighi” di cui al regolamento (art. 57, n. 7 AI Act) e, quindi, li sosterranno nel raggiungimento della compliance by design, fornendo, al termine della sperimentazione, una relazione di uscita utile a dimostrare la conformità del sistema di IA alle norme unionali.

Nell’ottica della condivisione e dello scambio di informazioni tipici delle sandboxes, le Autorità avranno modo di osservare i progressi tecnologici in atto ed elaborare best practices con le imprese del settore.

Peraltro la valutazione ed il riesame dell’AI Act di cui all’art. 112 potrà beneficiare anche dei dati concreti raccolti negli spazi di sperimentazione, favorendo un adattamento empirico e pragmatico delle norme giuridiche alle nuove tecnologie, con lo scopo di calibrare al meglio l’equilibrio tra l’esigenza di tutela dei diritti e la promozione dell’innovazione.

Si tratta di una visione in cui pubblico e privato cooperano per la creazione di un’intelligenza artificiale responsabile e che rappresenti un effettivo beneficio per la collettività.

Non è, infatti, improbabile che possano sorgere in fase di sviluppo dei pericoli inattesi per la salute, la sicurezza ed i diritti fondamentali degli individui. In tale ottica le sandboxes costituiscono l’occasione di effettuare prove in condizioni reali ma in ambiente protetto e controllato, con la possibilità di adottare delle misure di attenuazione del rischio.

I fornitori che parteciperanno alle sandboxes, rispettandone i termini e le condizioni, rimarranno comunque responsabili per gli eventuali danni arrecati ai partecipanti alla sperimentazione ma non saranno sottoposti a sanzioni amministrative.

Misure a vantaggio di PMI e Start-up

Tra gli obiettivi degli spazi di sperimentazione normativa figura anche quello di “agevolare e accelerare l’accesso al mercato dell’Unione per i sistemi di IA, in particolare se forniti dalle PMI, comprese la start-up” (art. 57, n. 9, lett. e AI Act) alle quali sarà garantito un accesso prioritario alle sandboxes (art. 67 AI Act).

Sono previste anche delle agevolazioni economiche. Infatti le piccole e medie imprese, comprese le start-up, beneficeranno dell’accesso gratuito alle sandboxes e le tariffe per la valutazione della conformità dovranno essere proporzionalmente ridotte, in rapporto alle loro dimensioni ed alle dimensioni del loro mercato.

Le procedure, i processi ed i requisiti per l’applicazione, la selezione, la partecipazione e l’uscita dallo spazio di sperimentazione dovranno essere semplici, facilmente intelligibili e comunicati chiaramente per agevolare la partecipazione delle PMI, comprese le start-up, con capacità organizzative, amministrative ed economiche limitate.

Infine, il regolamento, prevede che siano predisposte, delle campagne informative ad hoc per questi soggetti, per agevolare una migliore conoscenza dell’AI Act e delle sandboxes.


In conclusione, gli spazi di sperimentazione normativa previsti dall’AI Act rappresenteranno un terreno fertile per l’innovazione e la sperimentazione nell’ambito dell’intelligenza artificiale e in parallelo sosterranno il legislatore nel delicato compito di adattare la legge agli sviluppi della tecnologia.

Peraltro, questi ambienti controllati andranno sopratutto a vantaggio delle piccole e medie imprese (PMI) consentendo loro di testare nuove soluzioni con modalità semplificate e agevolate, rendendole protagoniste dell’avanzamento tecnologico, senza compromettere la sicurezza o i diritti fondamentali. In un mondo in cui l’IA sta rapidamente trasformando il panorama aziendale, le sandboxes normative offrono un equilibrio prezioso tra innovazione e responsabilità. Le PMI potranno sfruttare appieno queste opportunità e concorrere all’evoluzione dell’IA in Europa.

 

 

Avvertenza: il presente articolo è stato pubblicato in data 4 aprile 2024 ed è stato scritto utilizzando come fonte principale il testo del regolamento messo a disposizione sul sito del Parlamento Europeo. L’AI Act, però, prima della sua pubblicazione dovrà passare attraverso un’attività di traduzione effettuata dai giuristi linguisti. Pertanto, il testo definitivo che entrerà in vigore potrebbe subire delle variazioni, in particolare terminologiche

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